Marrakech: itinerario di un giorno

La città di Marrakech è una delle quattro città imperiali del Marocco. Al giorno d’oggi è diventata la principale meta turistica del Paese, con visitatori che provengo da tutto il mondo. Perdersi tra i vicoli della medina, il canto dei muezzin che provengono dai minareti, i profumi di spezie e il caos continuo, sono una esperienza assolutamente suggestiva.

La città per perfetta per un primo weekend in Marocco: 2 o 3 giorni sono sufficienti per poterla esplorare affondo. Quello che vi propongo io, è un insolito itinerario di una giornata, nel caso in cui Marrakech fosse di passaggio all’interno di un vostro tour del Marocco. 

Breve storia di Marrakech

La città di Marrakech è stata fondata attorno al 1070 dalla dinastia berbera degli Almoravidi. Divenne subito la capitale del regno e si sviluppò rapidamente come centro politico, commerciale e culturale, grazie alla sua posizione strategica tra le montagne dell’Atlante e le rotte carovaniere del deserto. 

Negli anni successivi si alternò varie volte a Fes come capitale del Marocco, fino all’ultima volta nel 1966. Fu sviluppata ulteriormente dalla dinastia degli Almohadi e dei Saadiani, che costruirono le principali attrazioni della città: al Moschea delle Koutubia, le Tombe Saadiane e il Palazzo el Badi. 

l cuore pulsante di Marrakech è la sua Medina, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, che conserva intatta l’architettura medievale: vicoli tortuosi e intricati, souk e riad nascosti. 

Il periodo di dominio francese influenzò l’architettura e lo stile di vita della città, soprattutto al di fuori della Medina storica, dove viene sviluppata la Ville Nouvelle. Si tratta della parte moderna della città, con viali larghi e alberati, architettura europea e palazzi amministrativi. Qua si possono trovare i Jardin Majorelle e il Museo Yves Saint Laurent. L’atmosfera è più cosmopolita, a differenza di quella tradizionale araba della Medina. Potete trovare ristoranti in stile occidentale, club esclusivi, discoteche e rooftop.

Una curiosità è che il nome della città deriva dal berbero “amur n akush”, che significa “terra di Dio”, sottolineando la sua importanza spirituale e storica. Il nome Marocco è utilizzato solamente degli europei e deriva proprio dalla città di Marrakech. Alcuni la chiamano anche la “città rossa” per il colore delle sue mura e dei suoi edifici storici. 

Informazioni utili

Come arrivare

Arrivare a Marrakech dall’Italia è molto semplice, ci sono tantissimi voli dalle principali città italiane, con compagnie aeree come Ryanair o Easyjet. L’aeroporto di Marrakech Menara (RAK), è molto moderno e vicino al centro. Per raggiungere l’hotel potete utilizzare un taxi ufficiale oppure un transfer privato, che potete prenotare tramite booking. Di solito i prezzi si aggirano attorno i 150/200 MAD. Se arrivate la sera tardi vi consiglio questa opzione. 

Per entrare in Marocco è sufficiente il passaporto. Alla partenza, invece, raggiungete l’aeroporto con almeno 3 ore di anticipo, in quanto è necessario recarsi al banco del check-in per stampare il biglietto cartaceo (non è necessario che lo stampiate prima). Inoltre, l’aeroporto è spesso molto trafficato e i controlli sono lenti, quindi meglio prendersi in anticipo. 

Dove alloggiare

Sostanzialmente, avete due scelte principali su dove alloggiare: all’interno della medina o nella città nuova. 

La medina è sicuramente una esperienza più autentica e potete alloggiare in bellissimi riad tipici. Inoltre, siete vicini a tutte le attrazioni. Per contro, la zona è molto caotica, i taxi non possono entrare per cui vi lasciano molto distanti dall’alloggio e potrebbe non essere semplice orientarsi nelle strade tortuose. Se arrivate la notte tardi ed è la vostra prima volta ve lo sconsiglio.

La parte nuova della città si trova a nord-ovest della medina, nei quartieri di Gueliz e Hivernage. L’atmosfera è meno autentica, ma gli hotel sono più moderni e con qualità migliore, oltre ad essere più semplici da raggiungere. Nelle vicinanze potete trovare ristoranti molto trendy, centri commerciali, rooftop e locali notturni. 

Come muoversi

All’interno della medina ci si muove solamente a piedi. Al di fuori potete utilizzare i taxi ufficiali piccoli (petit taxi). Potete fermare semplicemente quelli di passaggio, ma ricordatevi di contrattare il prezzo prima della partenza. Oppure potete utilizzare l’applicazione Indrive, che è simile al nostro Uber. Le tariffe si aggirano attorno ai 20-50 MAD. Vi sconsiglio l’utilizzo degli autobus, perché spesso le fermate non sono segnalate ed è difficile capire le tratte. 

Itinerario di 1 giorno

L’itinerario a piedi parte dalla Moschea della Koutoubia. Questo è l’edificio religioso più importante della città, la cui costruzione è iniziata attorno al 1120 da parte degli Almoravidi, però fu completamente ricostruita dagli Almohadi nel 1147. Il suo minareto alto 69 metri ha ispirato anche la Giralda di Siviglia. Il nome deriva da al-Koutubiyyin, ovvero “i venditori di libri”, in quanto attorno alla moschea c’erano decine di librerie e copisti. Come tutte le moschee del Marocco, è vietato l’ingresso ai non mussulmani.

Si prosegue verso la movimentata Piazza Jamaa el Fna, il luogo più iconico della città. Fin dall’epoca degli Almoravidi ha sempre avuto una importante funzione dal punto di vista commerciale e sociale. È caotica, energetica e rumorosa: si trovano bancherelle di street food, venditori di ogni tipo, incantatori di serpenti e artisti. Al tramonto il tutto viene ancor di più amplificato, rendendola un vero e proprio teatro a cielo aperto.

La piazza è la porta di accesso alla Medina, ovvero la parte più autentica e tradizionale, caratterizzata da vicoli stretti e intricati. Il cuore della medina è rappresentato dal Souk, un grande mercato a cielo aperto (e parzialmente coperto) tipico delle città arabe. Passeggiare tra i vicoli stratti e caotici del Souk è un’esperienza travolgente, che vi permette di entrare a contatto con l’anima di questa città. 

Il Souk (letteralmente “mercato”) ha un’origine molto antica. Fin dalla fondazione da parte dagli Almoravidi, la città era un crocevia per le rotte carovaniere che collegavano il Sahara e l’Africa Subsahariana con le coste mediterranee e l’Europa. Questa funzione commerciale e la forte tradizione artigianale della città hanno fatto in modo che si mantenesse nel tempo. Ma ha anche una importante a livello sociale, come luogo di incontro per gli abitanti. Infatti, non pensate solamente ad un luogo turistico, ma un luogo frequentato abitualmente dai locali. 

All’interno del Souk potete trovare merce di qualsiasi tipo, oltre agli articoli internazionali, vengono venduti molti prodotti locali e artigianali, come pelli, tappeti, spezie, articoli in metallo e ceramiche. I venditori non hanno una collocazione casuale, ma sono raggruppati in zone distinte in base alle principali merci vendute. Potete trovare anche molti artigiani che lavorano direttamente al suo interno.

Ci addentriamo nel Souk attraverso la Souk Semmarine, ovvero la via principale del mercato. Dopo di che girovagate in cerca di affari (la contrattazione è d’obbligo) o semplicemente dei vicoli più pittoreschi. Ma attenzione alle foto, molte persone non gradiscono essere fotografate o vi possono chiedere dei soldi, quindi siate discreti. Il mercato sembra davvero infinito, un fitto labirinto in cui è facilissimo perdersi. Potete utilizzare il GPS e Google Maps per orientarvi, ma non sempre funzionano.  

A queto punto ci è venuta fame, quindi raggiungiamo piazza Rahba Kedima: qua si trova il Cafè des Èpices, dove ci goderemo questo primo pranzo marocchino. È l’occasione per provare la prima tajine, un piatto di origine berbera che prende il nome dal caratteristico recipiente in terracotta con il coperchio conico, pensato per cuocere lentamente carne, verdure o pesce, insieme a spezie come curcuma, zafferano, cumino e zenzero. Sarà il piatto che mangerete di più durante il vostro viaggio: questa prima volta ho assaggiato quella di pollo.

A questo punto abbiamo visitato gli elementi principali che caratterizzano una medina araba: la moschea, la piazza principale e il souk. Un altro edificio che non manca mai è la madrasa (dall’arabo madrasah, che significa “luogo di studio”), che sono delle scuole coraniche molto diffuse nel mondo arabo. Quindi visitiamo la bellissima Madrasa di Ben Youssef, è la più grande e famosa del Marocco, fondata nel XIV secolo dalla dinastia dei Merinidi e ricostruita nel XVI secolo sotto i Saadiani. Costruita per ospitare gli studenti della vicina omonima moschea, ha oltre 130 stanze che potevano ospitare circa 900 ragazzi. Il fiore all’occhiello è il giardino centrale decorato da bellissimi mosaici, iscrizioni coraniche e legno di cedro. È sicuramente il luogo più bello della città. Per l’ingresso è necessario pagare un ticket di 5€.    

Concludiamo la giornata uscendo dalla medina verso nord, entrando così nella parte moderna della città. Visitiamo una delle attrazioni frutto del periodo di dominazione francese: i bellissimi Jardin Majorelle. Questi meravigliosi giardini furono creati dal pittore francese Jacques Majorelle nel 1924. Dopo essere caduto in abbandono, fu acquistato da Yves Saint Laurent che lo restaurò e aprì al pubblico. Oggi al suo interno ospita oltre 300 specie di piante, tra cui cactus, bambù, palme e piante tropicali. È famoso per il suo blu majorelle, un blu inteso utilizzato su muri, vasi e fontane, che lo rendono un’oasi di tranquillità nel caos marocchino. Il biglietto è necessario acquistarlo in anticipo online al costo di circa 16€. 

Verso sera vi consiglio di fare nuovamente un giro per Piazza Jamaa el Fna e ammirare lo spettacolo che si crea al calare del sole. Per cena ci aspetta una serata in stile marocchino al ristorante Dar Essalam. L’atmosfera è quella da mille e una notte, si trova in un antico palazzo del XVII secolo, ristrutturato in stile tradizionale con soffitti, cortili, sale decorate: è un’esperienza visiva oltre che culinaria. Qua vi consiglio di assaggiare il tipico couscous, nelle versioni pollo, manzo e vegetariano. La cena sarà accompagnata da musica dal vivo e spettacoli di danza tradizionale. Se avete ancora energie dopo cena, concludete la serata un cocktail al Kabana, un carinissimo rooftop con una vista bellissima sulla Koutubia.