Parigi: itinerario di 36 ore nella capitale francese

Parigi, capitale della Francia e una delle città più romantiche e affascinanti d’Europa. È una delle mete più visitate del vecchio continente, con milioni di turisti ogni anno. 

La città è suddivisa in 20 arrondissement disposti a spirale e il centro storico si sviluppa attorno alla Senna, dove si trovano la maggior parte delle attrazioni e dei monumenti, tra cui la famosissima Tour Eiffel.

Data la grandezza della città, sarà necessario anche utilizzare i mezzi di trasporto, che a Parigi vi consentono di raggiungere ogni angolo. Vi consiglio di acquistare la carta ricaricabile Navigo Easy al costo di 2€ e ricaricare i biglietti che vi serviranno alle macchine automatiche. La metro e i bus urbani hanno due biglietti differenti con prezzi altrettanto diversi. A Parigi purtroppo non è possibile il pagamento direttamente con carta ai tornelli o sui mezzi. 

Le attrazioni da visitare sono davvero tante, ci sono anche musei molto importanti che richiedono parecchio tempo. Tuttavia, se hai poco tempo a disposizione niente panico: 36 ore sono più che sufficienti per vivere il meglio della capitale francese, tra icone intramontabili, quartieri dal fascino autentico e scorci da cartolina.

In questo articolo ti porto con me in un itinerario intenso ma equilibrato, perfetto per un weekend veloce o uno stop durante un viaggio più lungo. Dalla maestosità della Torre Eiffel alle passeggiate romantiche lungo la Senna, passando tra musei iconici, bistrot parigini e terrazze panoramiche. 

Giorno 1 – Parigi classica: Tour Eiffel, Arc de Triomphe, Louvre, Notre Dame, Quartiere latino e Montparnasse.

Il primo giorno il punto di partenza è Place du Trocadéro, per raggiungerlo io vi consiglio di prendere un Uber dall’aeroporto di Orly o di Charles de Gaulle, in base a dove atterrate. Il costo che si aggira attorno i 30/40€. In alternativa potete utilizzare i mezzi di trasporto fino alla stazione di Trocadéro (con la metro 6 e 14 da Orly oppure RER più metro 6 da Charles de Gaulle).  

Arriviamo in uno dei punti panoramici più famosi di Parigi, da cui ammirare dall’alto la Tour Eiffel. Passiamo per la bellissima terrazza panoramica (Esplanade du Trocadéro) e scendiamo lungo i Jardins du Trocadérofino alla Senna. Attraversiamo il ponte e ci troviamo proprio sotto la maestosa Tour Eiffel. Realizzata da Gustave Eiffel in occasione dell’Expo del 1889, doveva essere una costruzione temporanea. Con i suoi 330 metri, la torre di metallo è stata spesso oggetto di critiche, a cui ha sempre resistito, fino a diventare il simbolo assoluto della città: da sfida ingegneristica è diventata un’opera romantica. È composta da tre piani, fino al secondo si può salire anche con le scale, poi è necessario prendere un ascensore. Il costo della salita fino alla cima è di circa 36€, noi per questioni di tempo lo abbiamo evitato. 

La tappa successiva è l’Arc de Triomphe, che si trova al centro di Place Charles de Gaulle. Questo altro simbolo solenne di Parigi fu voluto da Napoleone Bonaparte per celebrare la vittoria di Austerlitz, anche se non lo vide mai completato visto che fu terminato 30 anni dopo, nel 1836. Alto 50 metri e largo 45, sulla cima ospita una terrazza panoramica in cui è possibile salire con oltre 280 scalini. Alla sua base, invece, oggi è custodita la tomba del Milite Ignoto, con una fiamma che ogni sera viene riaccesa. 

Proprio da questa piazza cominciano le Champs Elysées, il viale più importante di Parigi e la passeggiata più conosciuta d’Europa. Lungo la famosa avenue, ampia e alberata, si alternano negozi e boutique di lusso, caffè, ristoranti e teatri storici. Questa via è sicuramente il simbolo dell’eleganza e dello charm parigino.

Nei pressi del Grand Palais e del Petit Palais svoltiamo a destra lungo avenue Wiston Churchill. Il primo è un maestoso edificio in ferro e vetro costruito per l’Esposizione Universale del 1900. La sua imponente cupola e le ampie vetrate catturano subito lo sguardo, mentre all’interno si alternano esposizioni d’arte, mostre temporanee, oltre ad eventi culturali di grande prestigio. Il secondo è più raccolto ma altrettanto elegante. Costruito nello stesso periodo, ospita il Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris, con collezioni che spaziano dai dipinti classici, alle sculture e alle arti decorative. 

Ci limitiamo ed ammirarli dall’esterno e proseguiamo fino al Pont Alexandre III, uno dei ponti sulla Senna più conosciuto ed elegante. È caratterizzato da un’unica arcata in acciaio, che permette una campata ampia senza pilastri intermedi sul fiume, esaltando la leggerezza e l’eleganza della struttura. Da sopra il ponte si scorge in lontananza il palazzo dell’Hôtel des Invalides, un imponente edificio costruito tra il 1671 e il 1676 per volere di Luigi XIV. È stato concepito come complesso militare e ospizio per i veterani di guerra, nel 7° arrondissement. Oggi al suo interno ospita musei dedicati alla storia militare, tra cui il Musée de l’Armée e il tombale di Napoleone, custodito sotto la maestosa cupola. Per questioni di tempo ci limitiamo ad ammirarne la facciata.

Raggiungiamo Place de la Concorde, che si trova alla fine degli Champs Elysées. Questa è una delle piazze più grandi e celebri di Parigi, progettata nel 1755 dall’architetto Claude Nicolas Ledoux. Al centro si trova l’obelisco di Luxor, un antico monolite egiziano alto oltre 23 metri, donato alla Francia nel XIX secolo. Durante la Rivoluzione Francese, la piazza assunse il nome di Place de la Révolution ed è tristemente nota per essere stata il luogo di esecuzione di Luigi XVI, Maria Antonietta e altri personaggi storici tramite ghigliottina. 

Da Place de Concorde si accede ai Jardin de Tuileries, uno dei giardini più grandi di Parigi. Creato nel 1564 per volere di Caterina de’ Medici, è stato poi ridisegnato nel XVII secolo da André Le Nôtre, lo stesso architetto paesaggista di Versailles. È un classico giardino alla francese con viali simmetrici, aiuole geometriche, fontane e statue. Passeggiare qua ci consente si taccare un attimo dal traffico della città.

I giardini terminano con l’Arc de Triomphe du Carrousel, che segna l’ingresso alla piazza del Louvre. Questo è uno dei musei più famosi e grandi del mondo, la cui visita potrebbe richiedere una giornata intera. Al suo intern ospita oltre 35.000 opere, che spaziano dall’antichità egizia e greca fino al XIX secolo. Tra i capolavori più celebri ci sono la Gioconda di Leonardo da Vinci, la Venere di Milo e la Vittoria di Samotracia. Noi ci limitiamo ad osservare il bellissimo complesso che lo ospita. Questo nacque inizialmente come fortezza medievale nel XII secolo, fu trasformata poi in residenza reale e infine in museo pubblico nel 1793, durante la Rivoluzione Francese. L’ingresso è segnato dalla iconica piramide di vetro progettata dall’architetto I. M. Pei.

Proseguiamo passeggiando lungo due delle arterie più eleganti di Parigi, ovvero Rue de Rivoli e Rue Saint-Honoré. La prima è una strada monumentale, voluta da Napoleone all’inizio del XIX secolo, molto vivace e ricca di negozi e caffè. La seconda, invece, è una strada molto più antica, caratterizzata dalla tipica eleganza parigina. Qua potete trovare diversi ristorantini tipici, caffè e boutique. 

Attraversiamo la Senna ed entriamo nell’Île de la Cité, il cuore più antico di Parigi, una piccola isola sulla Senna dove la città ha avuto origine oltre duemila anni fa. Qui si trova un altro dei monumenti più iconici, la Cattedrale di Notre-Dame, il massimo esempio di architettura gotica francese. La sua costruzione iniziò nel 1163 sotto il vescovo Maurice de Sully e proseguì per oltre un secolo, fino al XIV secolo. Appena arrivati nel piazzale antistante, notiamo la bellissima facciata occidentale, celebre per le due torri gemelle, il grande rosone centrale e le ricche sculture che decorano i portali. Nel corso dei secoli, la Cattedrale è stata teatro di eventi storici fondamentali, dall’incoronazione di Napoleone nel 1804, fino alle celebrazioni nazionali. Dopo il devastante incendio del 15 aprile 2019, è stata oggetto di un imponente progetto di restauro che ne ha restituito la struttura e la celebre guglia, simbolo dello skyline parigino. Visti i tempi stretti vi consiglio di prenotare gratuitamente l’ingresso online, per evitare lunghe code che si formano ogni giorno. 

Usciamo dall’altro lato dell’isolotto ed entriamo nel Quartiere Latino, uno dei quartieri più antichi e vivaci di Parigi, il cui nome deriva dal fatto che nel Medioevo il latino era la lingua parlata dagli studenti e dai docenti dell’Università della Sorbona, fondata nel XIII secolo. Oggi conserva un’atmosfera giovane e dinamica, tra bistrot, cinema e angoli che raccontano secoli di pensiero, arte e rivoluzioni culturali. 

Oltre alla celebre università, il quartiere ospita il Pantheon è uno dei monumenti simbolo della storia e dell’identità francese. La costruzione fu commissionata da Luigi XV nel 1758 come chiesa dedicata a Santa Genoveffa, patrona di Parigi, ma durante la Rivoluzione Francese venne trasformato in mausoleo laico destinato a onorare i grandi personaggi della nazione. L’edificio, progettato dall’architetto Jacques-Germain Soufflot, unisce elementi neoclassici ispirati all’architettura greca e romana: la maestosa facciata con colonne corinzie ricorda un tempio antico, mentre l’imponente cupola alta oltre 80 metri domina lo skyline del quartiere.

Proprio adiacente alla Place du Patheon, si trova un luogo particolarmente conosciuto dagli amanti delle serie tv, ovvero la piazza dove è stata girata la serie Netflix “Emily in Paris”. Raggiungiamo quindi Place de l’Estrapade, una piazza molto tranquilla in cui si trovano l’appartamento con l’iconico portone, il ristorante e la Boulangerie che si vedono nella serie.

Ci dirigiamo a Place Edmond Rostand, dove prendiamo l’autobus 89 per raggiungere il Quartiere di Montparnasse. Anche questo quartiere è storicamente uno dei grandi centri artistici e culturali di Parigi. Infatti, tra le fine dell’Ottocento e i primi del Novecente fu punto di ritrovo di pittori, scrittori e intellettuali, come Modigliani, Picasso, Hemingway e Chagall, che lo resero simbolo della Parigi bohémien. Oggi, invece, è un quartiere molto più moderno e dinamico.

Il suo elemento più riconoscibile è la Tour Montparnasse, un grattacielo alto 210 metri inaugurato nel 1973. Saliamo fino alla terrazza panoramica, situata al cinquantanovesimo piano, per goderci una spettacolare vista a 360 gradi su Parigi e sulla Torre Eiffel. Vi consiglio di acquistare il biglietto online: il costo varia indicativamente tra i 20 e i 24 euro, in base all’orario scelto. Il momento migliore per salire? Senza dubbio il tramonto, quando la città si illumina e il panorama diventa ancora più suggestivo. 

Scesi dalla torre facciamo una passeggiata nel quartiere, che la sera si anima notevolmente. Dopo di che, per concludere la giornata prendendo la linea 6 della metro direzione Place du Trocadéro, per goderci lo spettacolo della Torre Eiffel illuminata di notte. 

Giorno 2: Il quartiere di Montmartre dalla Basilique du Sacré-Cœur al Moulin Rouge, Palais Garnier e Galeries Lafayette.

Il secondo giorno lo dedichiamo al pittoresco quartiere di Montmartre, un quartiere collinare situato nel 18° arrondissement, noto per essere uno dei luoghi più suggestivi e iconici di Parigi. Il suo nome deriva probabilmente da Mons Martyrum (ovvero Monte dei Martiri), legato alla tradizione di San Dionigi, primo vescovo di Parigi. Fino alla fine dell’Ottocento era un villaggio separato dalla città, fatto di mulini e vigne. È stato annesso a Parigi nel 1860 ed è in questo periodo che diviene il cuore della vita bohémien: tra i suoi vicoli acciottolati e i suoi cabaret nacque un’intensa stagione artistica. Qui vissero e lavorarono Toulouse-Lautrec, Picasso, Van Gogh, Renoir, e molti altri. È anche il simbolo della Belle Époque, periodo in cui nacquero i cabaret e si diffuse il cancan. 

L’itinerario a piedi comincia dalla stazione delle metro Lamarck – Coulaincourt e saliamo Les escaliers de la rue Girardon, dove in cima si trova il Buste de Dalila. Imbocchiamo la pittoresca Rue de l’Abreuvoir, alla cui fine si trova la Maison Rose, il ristorante rosa più conosciuto al mondo. sembra sia stata aperta nei primi del Novecento da Germaine Pichot, modella e musa di diversi artisti dell’epoca, tra cui Pablo Picasso. Per anni fu frequentata da pittori e intellettuali che frequentavano la collina. Oggi è un ristorante, con cucina francese e italiana, che conserva intatto il suo fascino romantico e un po’ nostalgico. 

Svoltiamo a sinistra lungo Rue des Saules e pochi metri più avanti troviamo le Vigne du Clos Montmartre, un angolo di campagna nel cuore di Parigi. Questo vigneto è l’ultimo rimasto, nel Medioevo c’era una forte tradizione vitivinicola in questa zona, quando i monaci coltivavano la vite sulle pendici della collina. Questo vigneto fu piantato nel 1933 e oggi conta circa 1.700 ceppi e produce ogni anno una piccola quantità di vino. Ogni ottobre si celebra la Fête des Vendanges de Montmartre, una festa dedicata alla vendemmia. 

Ripercorriamo a ritroso Rue des Saules e ci addentriamo nelle pittoresche stradine, tappezzate da negozietti, souvenir, caffè, ristorantini e artisti di strada. Raggiungiamo Place du Tertre, che è il cuore di Montmartre. Questa piccola piazza per anni è stata il punto di ritrovo di pittori e artisti bohémien. Ancora oggi si conserva questa tradizione, infatti decine di artisti espongono le loro opere e realizzano ritratti dal vivo, rendendo l’atmosfera davvero affascinante. 

A pochi passi si trova l’attrazione più importante del quartiere, la Basilique du Sacré-Cœur. La seconda chiesa più visitata della città è stata costruita in stile romano-bizantino, a partire dal 1875. I lavori si conclusero nel 1914 e fu consacrata nel 1919. Il suo abbagliante colore bianco è dovuto ad un materiale che rilascia calcite a contatto con la pioggia. La basilica è sormontata da una grande cupola alta 83 metri e all’interno si trova uno dei mosaici più grandi del mondo, il Cristo in Gloria. L’ingresso alla basilica è gratuito, mentre per accedere alla cupola è necessario acquistare il biglietto a 8€. Ci godiamo il bellissimo panorama che si può ammirare dalla terrazza antistante e scendiamo dalla collina lungo la magnifica scalinata.

La tappa successiva è “le mur des je t’aime”, che si trova a Place de Abbesses. Il “muro dei ti amo” è un’originale opera d’arte dedicata all’amore creata nel 2000 dal calligrafo Frédéric Baron e dall’artista Claire Kito, con la collaborazione di Daniel Boulogne. Il muro ha una superficie di circa 40 m² ed è composto da 612 piastrelle di lava smaltata blu, sulle quali la frase “Ti amo” è scritta 311 volte in circa 250 lingue e dialetti del mondo. Gli schizzi rossi, invece, rappresentano i frammenti di un cuore spezzato che, idealmente, l’amore può ricomporre, riflettendo un messaggio di riconciliazione universale. L’accesso al muro è gratuito ed è aperto dalle 09.00 alle 19.30. 

Proseguiamo passeggiando lungo due delle vie più vivaci di Montmartre. Iniziamo da Rue des Abbesses, cuore pulsante del quartiere, e poi svoltiamo a sinistra lungo Rue Lepic, che scende dolcemente verso Place Blanche. Sono strade dinamiche e autentiche, piene di caffè, boulangerie, piccole boutique e locali storici. Qui si respira l’atmosfera più vera di Montmartre: tra profumo di pane caldo, insegne d’epoca e scorci sui tetti parigini, la passeggiata diventa un viaggio nella Parigi bohémien di ieri e di oggi.

La tappa finale di Montmartre è l’iconico Moulin Rouge. Il famosissimo locale, emblema della città e riconoscibile dal mulino rosso, è uno dei cabaret più famosi al mondo. Fondato nel 1889 da Joseph Oller e Charles Zidle, divenne subito il tempio del French Cancan, dove esibivano ballerine e artisti che incarnavano lo spirito libero e provocatorio dell’epoca. Nel corso degli anni si è modernizzato, ma ancora oggi offre degli spettacoli serali, con costumi e scenografie che richiamano l’eleganza e l’eccesso dalla Belle Époque.

Abbiamo proseguito la giornata camminando fino a Place de l’Opéra, ma in alternativa potete anche prendere un autobus. Questa è una delle piazze principali di Parigi, situata nel 9° arrondissement, su cui si affaccia il bellissimo Palais Garnier, il celebre teatro dell’Opéra di Parigi. È stato progettato dall’architetto Charles Garnier e inaugurato nel 1875, è un capolavoro dello stile neobarocco. È possibile visitare l’interno e anche la sala degli spettacoli, l’ingresso costa 15€ e l’entrata si trova sul retro. 

Concludiamo il nostro fine settimana entrando alle vicine Galeries Lafayette. I famosi grandi magazzini sono uno dei simboli dello shopping parigino, fondati nel 1893 da Théophile Bader e Alphonse Kahn. Al suo interno ci sono tutti i principali marchi internazionali, alcune boutique di lusso e alcuni ristoranti di gastronomia francese. L’edificio è celebre per la sua straordinaria cupola di vetro e ferro battuto in stile Art Nouveau, inaugurata nel 1912. È possibile anche salire alla terrazza panoramica si gode inoltre una vista straordinaria sulla città, con la Torre Eiffel e l’Opéra Garnier in lontananza.

Il nostro itinerario di due giorni a Parigi si conclude qui, prendiamo un Uber per dirigerci in aeroporto e salutiamo la città, pronti per un prossimo viaggio.